Cinema/Ai Golden Globes trionfo per "The Social Network", a De Niro il premio alla carriera

golden_globe_2 Cinema/Ai Golden Globes trionfo per "The Social Network", a De Niro il premio alla carriera

(ANSA) - LOS ANGELES, 17 GEN - Ancora un fiasco per l'Italia, che ai Golden Globes è stata battuta dalla Danimarca nella corsa al premio per il miglior film in lingua straniera. "Io sono l'amore" di Luca Guadagnino, è stato battuto da "Un mondo migliore", mettendo a tacere l'italiana polemica che si era creata fra Guadagnino e Paolo Virzì, per la scelta di "La prima cosa bella" per la corsa agli Oscar. Ricky Gervais, che ha presentato la serata, ha definito quella per il miglior film straniero "Una categoria che agli americani non potrebbe interessare di meno". Poco più interessante è stato anche il resto della serata, che ha visto "The Social Network", "The Fighter" e "I ragazzi stanno bene" trionfare nella 68/ma edizione dei Golden Globes, i premi organizzati dall'Hollywood Foreign Press, associazione che riunisce i giornalisti stranieri a Los Angeles.

Christian Bale ha aperto la serata vincendo la statuetta per il migliore attore non protagonista, per "The Fighter", dramma sul mondo della boxe che ha visto qualche ora dopo premiata anche Melissa Leo come miglior attrice non protagonista. Il film sulla nascita di Facebook, "The Social Network", ha portato a casa il premio più importante, quello per il miglior film drammatico insieme ai Golden Globe per il miglior regista, David Fincher, per miglior sceneggiatore e per la migliore colonna sonora. "I ragazzi stanno bene", film indipendente che racconta la crisi di una coppia lesbica e della loro non convenzionale famiglia, ha vinto la statuetta per la migliore commedia e ha visto Annette Benning vincere fra le attrici brillanti, battendo la sua stessa costar Julianne Moore. Colin Firth ha vinto il premio per il migliore attore drammatico per la sua interpretazione di re Giorgio VI in "Il discorso del re", ringraziando la moglie italiana Livia "senza la quale la giornata non ha senso", mentre Natalie Portman ha vinto nella analoga categoria femminile per la sua interpretazione di una ballerina psicopatica in "Black Swan", film che ha portato molta fortuna all'attrice: sul set del thriller di Darren Aronofsky, infatti, ha conosciuto il coreografo Banjamin Millepied, ora suo compagno di vita e padre del bimbo che l'attrice porta in grembo.

Fra gli attori brillanti, ha vinto Paul Giamatti per "La versione di Barney", lasciando a bocca asciutta Johnny Depp, forte di due candidature, per "Alice nel paese delle meraviglie" e "The Tourist". Per la televisione (i giornalisti dell'Hfpa premiano anche i protagonisti del piccolo schermo), trionfo di "Glee", migliore serie brillante che ha visto premiati anche Jane Lynch e il giovane Chris Colfer, migliori attori non protagonisti fra le commedie. Premio alla carriera a Robert De Niro, al quale il pubblico ha dedicato una standing ovation, accordata anche a Michael Douglas per aver affrontato e vinto la sua recente battaglia contro il cancro. "Ci deve essere una maniera più facile per avere una standing ovation", ha detto l'attore, che ha presentato il premio per il migliore film drammatico. Standing ovation anche per un'altra icona di Hollywood, Al Pacino, che ha vinto il premio per il migliore attore per una miniserie tv, "You don't know Jack", in cui interpreta il dottor Jack Kevorkian, conosciuto come il dottor Morte, per la sua pratica dell'eutanasia. Due Globes infine sono andati a "Boardwalk Empire", serie drammatica creata dalla rete via cavo Hbo sul'epoca del proibizionismo. A Steve Buscemi, che ne è protagonista, è andato il premio per il migliore attore di una minisere. La cerimonia dei Golden Globes si è svolta al Beverly Hills Hotel, nove giorni prima che l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences proclamino i candidati agli Oscar, la cui cerimonia si svolgerà il 27 febbraio dal Kodak Theater di Hollywood.

 

I risultati delle partite della regular season Nba:

Cleveland Cavaliers - Chicago Bulls 83-88; Boston Celtics - Denver Nuggets 105-89; New York Knicks - Toronto Raptors 103-100; Milwaukee Bucks - Indiana Pacers 97-95; Minnesota Timberwolves - Oklahoma City 103-111; New Orleans Hornets - Detroit Pistons 93-74; San Antonio Spurs - Golden State Warriors 111-94; Phoenix Suns - Memphis Grizzlies 98-104; Utah Jazz - Miami Heat 98-111; Sacramento Kings - Washington Wizards 116-91; Los Angeles Clippers - Los Angeles Lakers 86-87.

Calendario Pirelli: Il "mito" a nudo e in bianco e nero

(dall'inviato Sara Bonifazio) (ANSA) - MOSCA, 30 NOV - Il corpo, nudo e spogliato anche dal colore, rappresenta la bellezza e il suo mito secondo Karl Lagerfeld. Il creativo tedesco ha interpretato così il 2011 nella trentottesima edizione del Calendario Pirelli, presentata a Mosca in anteprima mondiale, e lo ha intitolato 'Mytology'. Non è un caso che il gruppo della Bicocca abbia scelto la città del Cremlino per il lancio di quest'anno, a pochi giorni dalla firma dell'accordo con Russian Technologies e Sibur. "Siamo doppiamente felici di esser qui - dice il presidente del gruppo Marco Tronchetti Provera in conferenza stampa - sia per il calendario sia perché sono con noi gli amici che hanno firmato questo importante accordo con noi". "Una straordinaria opportunità - ha aggiunto prima di lasciare spazio alle immagini del video del backstage, girato come sempre da Stuart Chapman - in un paese che cresce sempre più velocemente". Julianne Moore, che il fotografo descrive come "una carissima amica" diventa Era, moglie di Zeus e madre degli dei dell'Olimpo. Intorno a lei ruotano divinità, eroi e miti classici interpretati da 15 modelle (tra le quali le italiane Bianca Balti per una delle Baccanti ed Elisa Sednaoui, la ninfa Eco) e 5 presenze maschili che riportano la bellezza alle radici della civiltà classica. Modelle efebiche, al punto che a due di loro Lagerfeld affida la parte di Ermes (Anja Rubik), Orfeo, Polluce e Apollo (Freja Beha Erichsen).

Corpi scolpiti, esaltati dal bianco e nero, impreziositi da foglie d'oro sui seni e conchiglie d'oro a nascondere (o a custodire) i genitali. In 36 scatti in bianco e nero Lagerfeld propone una rappresentazione ideale e immortale della bellezza: "La modernità della mitologia è nell'amore per la giovinezza, nel culto del corpo, nell'accettazione del desiderio senza punizione divina e nell'omaggio permanente reso alla Natura" commenta per spiegare il 'concept' del suo lavoro. Chiuso nel suo studio parigino in rue de Lille, il lavoro di 'shooting' è stato velocissimo: "Una mattina dedicata a Julianne Moore e due giorni per gli altri scatti - spiega Lagerfeld alla platea internazionale riunita al Ritz Carlton a due passi dalla Piazza Rossa - perché le mie idee erano precise, ho preparato tutto nella mia testà. La vera celebrazione si avrà in serata con la cena di gala al teatro Stanislavsky and Nemirovich-Danchenkò che avrà come presentatrice d'eccezione Eva Herzigova, la modella tra le protagoniste del calendario nel 1998. (ANSA).


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