NBA/I NY Knicks continuano a stupire, vincono a Philadelphia e centrano il quinto successo consecutivo

knicksNBA/I NY Knicks continuano a stupire, vincono a Philadelphia e centrano il quinto successo consecutivo

Prosegue la striscia vincente dei New York Knicks, imbattutti con coach Mike Woodson. Quinto successo di fila per i Knicks che vincono 82-79 a Philadelphia: 21 punti per Stoudemire, 18 per Jeremy Lin. Prove anonime per Andrea Bargnani e Marco Belinelli. Il Mago segna appena 8 punti (2 su 10 al tiro) nella sconfitta interna dei Toronto Raptors per 94-82 contro i Chicago Bulls privi della stella Derrick Rose. Il Beli fa peggio, soltanto 5 punti per i suoi New Orleans Hornets, battuti 101-92 dai Golden State Warriors che hanno 27 punti dalla matricola Klay Thompson. Successo per i Los Angeles Lakers, che passano 109-93 a Dallas contro i Mavericks. Grande prova delle due stelle in gialloviola: Bryant chiude con 30 punti mentre Pau Gasol ne aggiunge 27.

Debutto con vittoria per Derek Fisher con la maglia degli Oklahoma City Thunder. Il veterano realizza 5 punti nella vittoria 114-91 dei Thunder sui Los Angeles Clippers. Protagonista il solito Kevin Durant, autore di 35 punti. Anche senza Danilo Gallinari, i Denver Nuggets battono 116-115 i Detroit Pistons grazie al tap-in dell'ultimo arrivato JaVale McGee. Agli ospiti non bastano i 45 punti di Ben Gordon.Successo anche per i San Antonio Spurs, che battono sul parquet di casa 116-100 i Minnesota Twolves. Brilla Tim Duncan, 21 punti e 15 rimbalzi.

Nelle altre gare, Orlando supera Phoenix 103-93 (28 punti e 16 rimbalzi di Dwight Howard), Atlanta batte Cleveland 103-102 dopo un supplementare (32 e 17 rimbalzi di Josh Smith), Washington sbanca New Jersey 108-89 (22 punti con 10 rimbalzi per Nenè).


Dsp-Ral 
(di Marcello Campo) (ANSA) - WASHINGTON, 28 SET - Per il New York Times, il filo conduttore è il disprezzo dei giovani per le urne: dagli 'indignados' di Madrid, ai sit in di New York davanti a Wall Street, passando per le proteste di Atene, Londra, e le manifestazioni in India e in Israele. In tanti angoli del pianeta scosso dalla crisi, una nuova generazione è scesa in piazza. E oltre alla rabbia contro la disoccupazione, i tagli alla spesa pubblica e i governi spesso corrotti e incapaci di reagire alle difficoltà economiche, il cemento che lega questo movimento globale è la sfiducia verso la democrazia rappresentativa. Anzi, quasi un vero e proprio rifiuto del voto. Oggi, in tutto il mondo, si organizzano cortei, manifestazioni, non solo per contestare le leadership ma anche il processo democratico grazie al quale sono state selezionate, con la crescente convinzione che le elezioni sono inutili, non sono più un sistema adeguato a risolvere i problemi dei cittadini di fronte alla crisi economica sempre più grave. Spinte dalla mobilitazione attraverso il web, questa ondata di malcontento trascina tutto e tutti, non cerca mediazioni tradizionali con partiti e sindacati, ma punta alla partecipazione diretta, figlia proprio della cultura della rete. E' il concetto centrale dell'articolo che oggi apre a tutta pagina il New York Times, dal titolo "Proteste in tutto il mondo, cresce il disprezzo per il voto". La tesi trae spunto da una frase di Marta Solanas, una giovane spagnola di 27 anni che nei mesi scorsi ha aderito al movimento degli 'Indignados'. "I nostri genitori erano felici perché dopo decenni di dittatura franchista hanno potuto votare. Noi - afferma - siamo la prima generazione a dire che il voto non ha più alcun valore". Secondo Nicholas Kulish, l'autore dell'articolo, ovviamente a provocare questo clima di sfiducia e isolamento politico è stata la drammatica crisi finanziaria che s'é trasformata ovunque in crisi economica, indebolendo i capisaldi di qualsivoglia giustizia sociale. Con la crescita esponenziale delle diseguaglianze di reddito, in presenza di recessione e di alti tassi di disoccupazione soprattutto giovanile, è aumentata l'incertezza per il proprio futuro e la protesta contro i governi. Un sentimento di rabbia e impotenza che ha provocato i primi scioperi e che in alcuni casi, come a Londra e ad Atene, é sfociato in vere rivolte violente. Un fenomeno che non riguarda solo l'occidente. E' interessante notare come a scendere in piazza ci sono anche i giovani indiani e israeliani, in paesi dove c'é crescita e la crisi non ha provocato danni paragonabili all'Europa. Anche qui si sono visti cortei imponenti contro i politici, nessuno escluso, accusati di essere troppo legati a interessi particolari, e di non occuparsi di salvare la classe media. Il Nyt cta anche il caso di Anna Hazare, l'attivista indiano che dopo 12 giorni di sciopero della fame ha ottenuto che il Parlamento approvasse norme anti-corruzione. Ma anche le storiche manifestazioni dei giovani israeliani. Il Nyt cita le parole di Yonatan Levi, un giovane israeliano di 26 anni, secondo cui "il sistema politico ha abbandonato i cittadini". E tanti esperti che, parlando dei rivoltosi di Londra, li descrivono come ragazzi disperati, che non hanno futuro e non rischiano nulla perché non hanno nulla da perdere. "C'é in tutto il mondo un sentimento di crescente delusione - sintetizza amaro l'autore dell'articolo - appena 20 anni dopo che il capitalismo celebrò la vittoria finale della democrazia sul comunismo e le dittature del novecento". (ANSA).

rssfeed
Email Drucken Favoriten Twitter Facebook Myspace Stumbleupon Digg MR. Wong Technorati aol blogger google reddit YahooWebSzenario

Meteo - Weather

Max:
Min:
PPR:
Vento:
da:
GIO
fair
46.2°F
32.4°F
--%
5 - 6
WEST
VEN
fair
42.1°F
30.6°F
--%
4 - 5
WNW
SAB
fair
41.4°F
30.6°F
--%
2 - 3
NORTH